Ogni mese una quota delle tue entrate paga lo scooter nuovo? Vorresti chiedere un prestito per valorizzare la casa con delle migliorie? È sempre più comune e frequente avvalersi del credito al consumo, cioè dei pagamenti a rate: per comprare auto e moto in particolare, altri beni durevoli come elettrodomestici, elettronica e mobili; per fare lavori di ristrutturazione, ma anche per pagare le spese mediche, un viaggio, un corso e via dicendo. Approfondiamo il tema del credito al consumo: cos’è, quali forme assume, chi può richiederlo e come si ottiene. 

Credito al consumo: cos’è?

In generale il credito al consumo o credito ai consumatori è “un credito sotto forma di dilazione di pagamento, di prestito o di altra facilitazione finanziaria” per acquistare beni e servizi o per avere disponibilità di liquidi. Questa è la definizione che ne dà il Testo unico bancario (TUB), precisando che il consumatore è una persona intesa nella sua dimensione privata, con le sue esigenze individuali e familiari, non in quella imprenditoriale o professionale. Il credito al consumo dunque non riguarda le imprese né le persone nella veste di titolari d’azienda, artigiani etc. Chi è autorizzato a erogare il credito al consumo sono banche e società finanziarie specializzate, che il TUB chiama nel loro complesso finanziatori. 

Questa tipologia di credito non è circoscritto a una singola specie di finanziamento, ma è un insieme di differenti forme tecniche di finanziamento, che vengono proposte attraverso vari canali. Queste diverse forme consistono in dilazioni di pagamento (cioè pagamenti rateali); finanziamenti per comprare direttamente un certo bene o servizio; finanziamenti per ottenere liquidità, slegata da acquisti specifici. Quando il credito è destinato a uno scopo preciso, come l’acquisto dell’auto o di un elettrodomestico, è definito prestito finalizzato o credito collegato; quando invece è destinato a soddisfare qualsiasi potenziale necessità personale e familiare si parla di prestito non finalizzato. 

Per rientrare nell’ambito del credito ai consumatori il finanziamento deve attestarsi tra i 200 e i 75.000 €. Non è considerato tale un finanziamento sotto i 200 € o sopra i 75.000 €, con un’eccezione: è credito al consumo se serve a ristrutturare la casa e non ha garanzie. Non fanno parte del credito al consumo neanche i mutui per acquistare la casa o un terreno, né i finanziamenti medio-lunghi garantiti da un’ipoteca immobiliare. 

I tipi di credito al consumo 

In sostanza esistono tre macrotipi di credito al consumo: i prestiti personali, i prestiti finalizzati e il credito revolving. Il credito revolving, o credito rotativo, si usufruisce di solito sotto forma di carta di credito di tipo revolving (le carte di credito più diffuse sono invece a saldo). Meno spesso come apertura di credito in conto corrente, più conosciuta come fido. 

I prestiti personali, molto diffusi, sono finanziamenti con cui ottieni una certa somma di denaro, da spendere a tua discrezione, senza alcun vincolo per la finalità. Nella categoria dei prestiti personali rientrano i prestiti con cessione del quinto, un tipo di credito riservato a chi lavora come dipendente, privato o pubblico, e ai pensionati. La peculiarità di questa forma di credito è che le rate – pari fino a un quinto dello stipendio o della pensione – vengono rimborsate attraverso il datore di lavoro che le trattiene per trasferirle al finanziatore (per i pensionati è l’ente previdenziale a fare da tramite). 

I prestiti finalizzati, i più frequenti, sono invece finanziamenti collegati all’acquisto di un determinato bene o servizio. Sono la soluzione di pagamento rateale che i punti vendita offrono alla clientela per facilitarla negli acquisti, ma puoi richiedere un prestito finalizzato anche alla tua banca o a una finanziaria. 

I meccanismi che permettono il funzionamento del credito al consumo sono molteplici. Nel caso dei prestiti personali ricevi il denaro direttamente dal finanziatore, banca o società finanziaria che sia. Altrimenti il finanziatore versa il denaro a chi vende il bene/servizio finanziato, pagandone così il prezzo: è il caso dei prestiti finalizzati. Se vengono proposti presso un punto vendita, il venditore – concessionario auto, grande distribuzione etc. – è convenzionato con il finanziatore, per conto del quale promuove e conclude i contratti di credito, facendo da trait d’union tra banca/società finanziaria e consumatori. 

In ogni caso rimborserai al finanziatore il credito – l’ammontare del prestito personale o il prezzo dell’acquisto concluso con il prestito finalizzato – rispettando modalità e tempi del piano di ammortamento, cioè con pagamenti rateali, di norma tramite addebito diretto sul conto corrente. Gradualmente, le rate copriranno la somma prestata (quota capitale) e gli interessi , cioè il costo pagato per il credito messo a disposizione dal finanziatore, secondo un tasso d’interesse fisso o variabile. Il piano di ammortamento – in genere alla francese – prevede rate fisse per tutta la sua durata se il finanziamento è a tasso fisso. Se invece è a tasso variabile, anche le rate cambieranno di conseguenza. 

Il credito revolving, infine, è una formula di credito con delle particolarità rispetto ai prestiti personali e finalizzati. In base alle tue necessità di spesa puoi usare il credito che ricevi come plafond della carta di credito revolving oppure sotto forma di somma disponibile nel conto corrente. A parte il limite dato dal plafond o dalla somma disponibile, non esiste quindi un importo finanziato predefinito né il relativo piano di ammortamento, dunque gli interessi che paghi con il rimborso a rate sono proporzionati agli importi che utilizzerai effettivamente e al tempo per cui li avrai utilizzati (cioè finché non saranno restituiti per intero). Inoltre, il pagamento delle rate del credito revolving non estingue via via il finanziamento – come accade con i prestiti –, ma ripristina il credito, che così può continuare a essere impiegato. 

Credito ai consumatori: come funziona?

Che si tratti di credito al consumo o di mutuo, quando chiedi un finanziamento, il finanziatore attiva un’istruttoria per vagliare il merito creditizio, vale a dire la tua capacità di rimborsarlo con puntualità. Ciò dipende da diversi fattori, in particolare per il credito al consumo vengono valutati:  

  • reddito; 

  • situazione familiare; 

  • altri finanziamenti in corso e loro andamento; 

  • storia creditizia.  

Viene richiesto di fornire documenti personali (come la carta d’identità) e riguardo al reddito (come la busta paga); mentre le informazioni creditizie vengono reperite tramite banche dati dedicate (Centrale dei Rischi di Banca d’Italia e database privati). 

In materia di credito al consumo la legge prevede delle tutele particolari a favore dei consumatori. Ad esempio, il finanziatore deve pubblicizzare con chiarezza le informazioni base (tasso fisso o variabile, tasso annuo effettivo globale TAEG etc.), formulare l’informativa precontrattuale secondo lo standard europeo per il credito ai consumatori (modulo SECCI), assistere i clienti e dare loro chiarimenti completi. D’altra parte come consumatore hai facoltà sia di recedere dal contratto di credito, sia di rimborsare il finanziamento in anticipo sui tempi del piano di ammortamento. 

Anche il credito al consumo evolve, integrandosi sempre meglio con i nostri stili di vita e le abitudini d’acquisto. Il buy now, pay later (BNPL) è una nuova formula di credito al consumo per piccoli importi, che si incontra spesso negli e-commerce. Significa “acquista ora, paga dopo” e consta nella possibilità di pagare a rate senza interessi: a determinate condizioni questa soluzione di pagamento rateale rientra nella sfera del credito al consumo. Dopo la nuova direttiva europea sul credito al consumo 2023/2225/UE, nel giro di un paio d’anni le norme nazionali che regolano la materia verranno aggiornate, disciplinando anche il BNPL. 

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