Carte IBAN: cosa sono e quali sono i vantaggi rispetto al tradizionale conto corrente?
2 luglio 2024
Le carte IBAN sono carte di pagamento, insieme alle carte di credito e di debito (queste ultime più note come bancomat). In particolare, rientrano nella macrocategoria delle carte prepagate. Al netto delle differenze, tutte le carte sono strumenti di pagamento elettronico, alternative ai contanti al pari di bonifici e addebiti diretti, e dei più recenti portafogli digitali.
La carta prepagata con IBAN è chiamata anche carta ibanizzata o carta conto. A volte la si indica come “carta di credito con IBAN”, ma non è esatto: spiegheremo il perché nei prossimi paragrafi approfondendo le funzionalità e le caratteristiche di questo mezzo di pagamento.
Carta ricaricabile con IBAN: cos’è
Le carte con IBAN sono un particolare tipo di carta prepagata. La loro peculiarità sta proprio nell’essere dotate di IBAN, quel codice che identifica in modo univoco un conto corrente a livello internazionale (infatti è l’acronimo di international bank account number). Proprio per questa ragione vengono denominate carte conto.
Grazie a questo particolare tipo di carta è possibile acquistare beni e servizi, in negozio o online, e prelevare contanti allo sportello automatico (ATM). Il presupposto è però che nella carta vi siano fondi disponibili, cioè che sia stata caricata con una certa somma di denaro. Man mano che la si utilizza, gli importi spesi e prelevati vengono scalati, entro la soglia della cifra precaricata. Una volta esaurito il credito, per continuare a utilizzare la carta questa andrà ricaricarla. Come accade per le altre carte di pagamento, la banca che emette la tessera può fissare dei limiti mensili/giornalieri per le spese nei punti vendita, gli acquisti online e i prelievi.
Le carte prepagate, quindi anche quelle con IBAN, sono definite moneta elettronica. Quando si versa alla banca la somma da ricaricare, il valore equivalente viene memorizzato nella carta come credito spendibile, a disposizione per pagare o prelevare contanti. Esistono più canali e modalità per ricaricare la carta conto: a seconda della banca puoi farlo tramite ATM, sportello in filiale, home banking, eventuali punti vendita convenzionati; con contanti, bonifico, addebito sul conto (tuo o di un’altra persona) o su un’altra prepagata.
Carta prepagata con IBAN: come funziona
Una carta ricaricabile – con IBAN o senza – non si appoggia a un conto corrente, al contrario del bancomat che è sempre collegato a un conto, così come in genere accade anche per la carta di credito.
Arriviamo ora alla differenza sostanziale tra carta prepagata con IBAN e prepagata standard. Con la carta ibanizzata non solo paghi e prelevi in Italia, e all’estero se è connessa a un circuito di pagamento internazionale. Insieme a queste operazioni base, con la carta conto hai a disposizione anche un sistema per gestire pagamenti e incassi, in pratica le funzionalità di un conto corrente.
Quali operazioni si possono fare?
Le funzionalità della carta conto non sono complete come quelle di un conto corrente ma solo le essenziali e, tutto sommato, più sfruttate:
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fare e ricevere bonifici;
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accreditare lo stipendio o la pensione;
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pagare in automatico con la domiciliazione bancaria;
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a seconda delle condizioni previste dalla banca, con la carta IBAN puoi anche pagare bollettini MAV e RAV, ricaricare altre prepagate e fare ricariche telefoniche.
Tutte operazioni che si possono gestire tramite home banking, con cui monitori anche le entrate e le uscite della carta.
Cosa non si può fare con la carta conto?
Rispetto al tradizionale conto corrente, con la carta IBAN non puoi:
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avere il libretto degli assegni;
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fare investimenti finanziari;
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ottenere dalla banca un fido come apertura di credito in conto corrente (una forma di credito al consumo);
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con la carta ricaricabile IBAN è impossibile spendere più del saldo disponibile, cioè “andare in rosso”;
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Mentre un conto può essere cointestato, la carta ibanizzata ha un unico titolare;
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Inoltre la banca può stabilire dei limiti per gli accrediti, come un massimale per i fondi disponibili – cioè una cifra oltre cui non puoi ricaricarla – e una soglia massima annuale, mensile o giornaliera per i movimenti in entrata.
Quanto costa richiedere una carta conto?
I costi di una carta prepagata con IBAN variano in base alle condizioni economiche che la banca offre. In linea di massima possono comprendere:
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la quota per l’emissione della carta;
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il canone periodico (di norma più basso rispetto al canone di un conto corrente);
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le commissioni per ricaricare la carta, prelevare liquidi da ATM, fare bonifici e altri pagamenti, effettuare operazioni in valuta straniera, ricaricare altre prepagate.
Con la carta conto non paghi l’imposta di bollo annuale dovuta con un conto corrente standard per giacenze medie oltre i 5.000 €, ma solo l’imposta di bollo sul rendiconto annuale se supera i 77,47 €.
Avendo un massimale predefinito per la ricarica e dei costi di gestione contenuti rispetto a un conto corrente, la carta conto può essere la soluzione adatta per accantonare somme medio-piccole assicurandoti i servizi di pagamento e incasso basilari, come pagare da terminali di pagamento POS e online, fare bonifici e pagamenti, addebitare direttamente le bollette, prelevare contanti, ricevere lo stipendio o entrate occasionali.
Quali sono i vantaggi?
Come la carta di credito e il bancomat, la carta con IBAN ha il vantaggio di essere uno strumento di pagamento elettronico, con cui avere a disposizione denaro senza dover portare con sé i contanti. Inoltre non “sostituisce” solo i contanti ma, nei pagamenti online, anche la carta di credito, che per essere emessa necessita di una valutazione di affidabilità creditizia a cura della banca. Poi, come tutte le carte prepagate, è uno strumento accessibile anche se non hai un conto corrente ed è facile da attivare: di solito bastano carta d’identità e codice fiscale.
Anche con la carta ibanizzata valgono le consuete regole di prudenza e, in caso di smarrimento o furto , le stesse procedure di blocco da seguire per carte di credito e di debito.
Carta prepagata con IBAN o carta di credito con IBAN?
Perché non è esatto chiamare “carta di credito con IBAN” una carta conto? Perché carta di credito e carta prepagata sono strumenti diversi e funzionano secondo meccanismi differenti. Concentriamo l’attenzione sull’addebito delle cifre spese e prelevate: con la carta di credito l’addebito è successivo al momento del pagamento/prelievo (in pratica la banca ti anticipa il denaro per un periodo di tempo). Con la carta prepagata, quindi anche con una carta conto, l’addebito avviene invece nell’istante in cui paghi o prelevi, perciò è indispensabile che la carta “contenga” fondi sufficienti. In un certo senso il meccanismo è simile a quello della carta di debito: anche con il bancomat l’addebito è immediato, ma intacca il conto corrente associato, mentre con la carta prepagata consuma il credito precaricato.
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