Cosa sono i fidi bancari e quali sono i vantaggi per le imprese?
10 maggio 2024
Il ciclo produttivo di un’azienda consiste nell’acquistare risorse (materie prime, attrezzature, personale etc.), nel produrre beni o erogare servizi, infine nel venderli. Quindi piccola o grande che sia, indipendentemente dal settore a cui appartiene, ogni realtà imprenditoriale affronta dei costi e incassa dei ricavi. A livello finanziario questo si traduce in uscite ed entrate, che non sempre sono bilanciate. Se il saldo è negativo – perché le uscite superano le entrate – l’azienda deve trovare un modo per finanziarsi alternativo ai propri mezzi.
Le risorse finanziarie servono a coprire le spese correnti (fatture dei fornitori, bollette, stipendi, imposte etc.), a fare investimenti come acquistare macchinari e immobili o a presentare garanzie, ad esempio per partecipare a una gara d’appalto. In tutti questi casi si parla di fido bancario, espressione che può assumere diversi significati.
Fido bancario: cos’è
Fido è un termine ombrello che indica un credito accordato dalla banca a un cliente, che può essere una società o un privato. Un esempio concreto: il plafond della carta di credito è un fido che la banca offre. È un anticipo, su spese e prelievi fatti con la carta, che verrà restituito in un momento successivo.
Il fido bancario nella pratica può assumere diverse forme – di cui parleremo nei prossimi paragrafi – ed è una fonte di finanziamento molto diffusa tra le imprese. Il concetto è legato a quello di fiducia e ciò che accomuna le varie forme di fido è l’istruttoria: la banca infatti lo concede una volta che ha accertato l’affidabilità creditizia di chi ne fa richiesta. Inoltre, con l’istruttoria, la banca definisce la forma tecnica di fido bancario più opportuna, per il fabbisogno finanziario dell’azienda, e la sua misura (cioè l’importo del fido accordato).
L’istruttoria di fido serve a valutare la capacità di rimborso dell’azienda, ovvero la capacità di reddito che le consente di rimborsare il credito ricevuto, e a stimarne la solidità per il futuro. L’istruttoria prevede l’analisi del bilancio e di altri documenti “quantitativi”, dei dati raccolti dai sistemi di informazioni creditizie, delle caratteristiche dell’azienda (gestione, mercato in cui opera etc.) e delle eventuali garanzie fornite. Con la valutazione del merito creditizio (o affidabilità) della società che richiede un fido, la banca si tutela dal rischio di credito, cioè di insolvenza della controparte. L’impresa quindi è e rimane affidabile nel tempo quando le entrate, connesse alla fase di vendita del ciclo produttivo, le permettono di rimborsare il capitale e pagare gli interessi bancari.
Fido bancario: come funziona in pratica
Come anticipato, l’espressione fido bancario assume diversi significati, più o meno specialistici. In generale si riferisce all’insieme dei crediti di cui beneficia un soggetto, come un’impresa, da parte di una o più banche (fido multiplo). Con questo termine si fa generalmente riferimento anche all’istruttoria, menzionata precedentemente. Il concetto di fido comprende inoltre l’ammontare del credito, che può coincidere o meno con il fido utilizzato, cioè il credito effettivamente speso dall'azienda.
Un’azienda può usufruire dei fidi bancari secondo varie modalità, cioè forme tecniche. Da questo punto di vista è possibile distinguere – in base alla modalità d’utilizzo – i fidi per cassa dai fidi di firma e – in base alla scadenza – i fidi a breve termine dai fidi a medio e lungo termine.
Con un fido per cassa la banca mette a disposizione dell’azienda una somma di denaro da impiegare attraverso il conto corrente per far fronte alle proprie esigenze di liquidità. Il fido di firma, invece, non consiste in risorse finanziarie ma, ad esempio, in garanzie che la banca presta a favore dell’azienda. È il caso della fideiussione bancaria, di cui l’impresa può avere bisogno per accreditarsi come fornitore di un’altra società o per aggiudicarsi un appalto pubblico.
Un fido a breve termine dura al massimo diciotto mesi ed è destinato a finanziare il capitale circolante. In pratica a far fronte ai deficit temporanei di liquidità dovuti al divario tra incassi e pagamenti, quando da una lato i clienti tardano a saldare le fatture e, dall’altro le scadenze di pagamento si accumulano. Un fido a medio termine ha invece una durata fino a cinque anni, oltre si entra nel campo dei fidi a lungo termine. I fidi a medio-lungo termine servono per investire in beni durevoli (macchinari, veicoli, software etc.) o a mantenere un equilibrio finanziario nel breve e medio periodo. Le forme tecniche dei fidi per cassa a medio-lungo termine includono il prestito, il mutuo chirografario, il mutuo ipotecario e il leasing.
Nel contesto aziendale, i fidi per cassa a breve termine rappresentano comunemente i crediti più associati al concetto di fido bancario. Questi includono le aperture di credito, tra cui la più comune è l’apertura di credito ordinaria in conto corrente (o fido in conto corrente). Come funziona un conto corrente affidato? La banca mette a disposizione sul conto un certo importo per un dato periodo o senza scadenza, in cambio di una commissione proporzionale al fido accordato e degli interessi sul fido utilizzato. Una volta che quanto speso del fido viene rimborsato, il fido “si rigenera” e torna disponibile: questo meccanismo è noto come credito rotativo o revolving.
Un’altra modalità di apertura di credito in conto corrente è il fido per elasticità di cassa o scoperto di conto. Questa forma di credito permette all’azienda di ottenere un anticipo occasionale dalla banca la quale autorizza l’impresa a usare temporaneamente dei piccoli importi oltre al saldo disponibile.
L’apertura di credito in conto corrente è un fido diretto, cioè un finanziamento accordato direttamente dalla banca all’azienda, che ne usufruisce ed è responsabile del rimborso. Le operazioni di smobilizzo dei crediti commerciali che l’azienda vanta nei confronti di terzi sono un’altra specie di fido per cassa a breve termine: questa volta si tratta di fidi indiretti perché a restituire il credito alla banca non è l’azienda affidata ma un’altra società, che ha un debito nei confronti della beneficiaria del fido. La banca accredita sul conto corrente dell’impresa creditrice gli importi che derivano dalle vendite – cioè i crediti commerciali – tramite vari meccanismi, quali lo sconto e l’anticipo su ricevute bancarie (RIBA) e l’anticipo su fatture.
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