L’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi climatici estremi - come alluvioni, siccità e ondate di calore - sta modificando il modo in cui individui, famiglie, imprese e comunità devono rapportarsi ai rischi ambientali.

L’impatto del cambiamento climatico sulle imprese e sull’economia reale si sta già manifestando, ben prima di raggiungere la soglia di 1,5°C di riscaldamento globale stabilita dall’Accordo di Parigi (2015).

Il mese di gennaio 2025 ha stabilito il record di più caldo mai documentato finora a livello globale. Secondo i dati diffusi dalla NOAA (l'agenzia statunitense per l'oceano e l'atmosfera), la temperatura media del pianeta ha superato di circa +1,33°C la media del ventesimo secolo.

Questo dato è stato confermato anche dalle analisi del servizio europeo Copernicus, sottolineando la serietà della crisi climatica attuale. La temperatura media del pianeta, infatti, è attualmente di circa 1,3°C superiore, pertanto, ai livelli pre-industriali, mentre fenomeni meteorologici estremi come alluvioni, inondazioni e ondate di calore stanno diventando sempre più comuni e intensi.

Il crescente numero di danni mette in luce la vulnerabilità di infrastrutture, filiere e sistemi produttivi nel loro stato attuale. Appare evidente, dunque, come il cambiamento climatico, con le sue molteplici implicazioni, abbia un impatto crescente sul tessuto sociale ed economico.

Per affrontare al meglio questa crisi, le strategie adottate includono non soltanto la mitigazione delle cause, ma anche l’implementazione di misure di adattamento, fondamentali per aumentare la resilienza di settori economici e comunità, ponendo nuove sfide anche per il settore assicurativo.

In questo articolo analizzeremo l'impatto crescente di questi fenomeni sul settore assicurativo e le soluzioni innovative che vengono proposte per proteggere famiglie e imprese.

Le assicurazioni, infatti, sono chiamate a riformulare prodotti, politiche e strategie per tutelare i soggetti esposti ai danni derivanti da eventi naturali e per sostenere una transizione verso una maggiore sostenibilità ambientale.

Un focus particolare sarà dedicato all'importanza di polizze adeguate a fronteggiare danni da eventi naturali e alla crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale anche nel mondo assicurativo.

La nuova geografia dei rischi climatici

Il cambiamento climatico non è un concetto astratto, ma una realtà tangibile che sta alterando la frequenza, l'intensità e la distribuzione geografica dei pericoli naturali.

Gli eventi estremi, come siccità prolungate, incendi boschivi e precipitazioni eccezionali, non sono più fenomeni rari, ma elementi sempre più ricorrenti del nostro presente.

Questa alterazione si traduce in un'escalation dei rischi climatici, che possono essere classificati in due categorie principali: fisici e di transizione. I rischi fisici sono i più diretti e comprendono i danni a persone e beni causati da eventi meteorologici.

I dati dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA) offrono una misura della loro portata: tra il 1980 e il 2022, solo in Europa, i danni economici attribuibili ad alluvioni, tempeste, ondate di calore, siccità e incendi legati al cambiamento climatico ammontano ad almeno 650 miliardi di euro.

L'accelerazione del fenomeno è palese, dato che oltre 111 miliardi di euro di tali perdite si sono concentrati nei soli anni 2021 e 2022.

In un contesto come quello italiano, il rischio idrogeologico assume una rilevanza particolare, con frane e alluvioni che minacciano vaste porzioni del territorio. Le ondate di calore, un tempo considerate un'anomalia estiva, sono ora più intense e durature, con impatti significativi sulla salute umana, sull'agricoltura e sulle infrastrutture energetiche.

I rischi di transizione, d'altra parte, derivano dal processo di adeguamento verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Cambiamenti normativi, innovazioni tecnologiche e un mutato orientamento del mercato possono svalutare asset e interi settori economici legati ai combustibili fossili, generando perdite finanziarie.

Il settore assicurativo si trova quindi a dover fronteggiare entrambe queste tipologie di rischio, sia come gestore dei pericoli fisici sia come grande investitore istituzionale esposto ai mutamenti dell'economia globale.

L'impatto del cambiamento climatico sulle assicurazioni

Il legame tra cambiamento climatico e assicurazioni è intrinseco e diretto.

Il modello di business assicurativo si fonda sulla mutualizzazione del rischio, sulla base di calcoli attuariali che prevedono la probabilità di accadimento di un determinato evento. L'accelerazione di questi cambiamenti sta rendendo questi modelli previsionali sempre meno affidabili. La "nuova normalità" climatica è caratterizzata da un'incertezza che rende difficile prezzare correttamente il rischio.

L'impatto su assicurazioni si manifesta in primo luogo con un aumento esponenziale delle richieste di risarcimento a seguito di catastrofi naturali. Secondo un recente report di Aon, una delle principali società globali di servizi professionali per la gestione del rischio e la consulenza, nel 2024 i danni globali causati da eventi estremi hanno raggiunto i 368 miliardi di dollari. Di questi, solo 145 miliardi risultano coperti da assicurazione.

Una delle conseguenze più immediate per i consumatori è l'aumento dei premi delle polizze danni, in particolare per quelle che coprono i rischi atmosferici.

In alcune aree ad altissimo rischio, si sta addirittura assistendo a un ritiro del mercato assicurativo, con compagnie che scelgono di non offrire più coperture per determinati pericoli, come le alluvioni o gli incendi, rendendo di fatto alcune zone "non assicurabili". Questo fenomeno solleva importanti questioni di equità sociale e di stabilità economica per le comunità colpite.

La gestione del rischio climatico nel settore assicurativo

Di fronte a questa sfida sistemica, la gestione del rischio climatico nel settore assicurativo si sta evolvendo rapidamente.

 Le compagnie stanno investendo ingenti risorse nello sviluppo di modelli di rischio climatico molto più sofisticati, che integrano dati satellitari, proiezioni climatiche e analisi geospaziali per mappare con precisione le aree di vulnerabilità. Questo permette una valutazione più accurata del rischio e una tariffazione più mirata.

L'offerta di prodotti si sta diversificando per rispondere a esigenze specifiche. Le tradizionali polizze rischi ambientali e le coperture per eventi atmosferici incluse nell'assicurazione casa vengono affiancate da soluzioni più innovative. Un esempio è rappresentato dalle assicurazioni parametriche.

A differenza delle tradizionali polizze danni, che risarciscono il danno effettivo previa perizia, le polizze parametriche erogano un indennizzo predeterminato al verificarsi di un evento specifico che supera una certa soglia (ad esempio, una velocità del vento o un livello di precipitazioni).

Questo meccanismo consente un pagamento molto più rapido, fornendo liquidità immediata per la prima emergenza.

Il tema dell'assicurazione per catastrofi naturali è divenuto centrale, spingendo anche il legislatore a intervenire.

Dal 31 marzo 2025, ogni impresa con sede o stabile organizzazione in Italia è obbligata a stipulare una polizza rischi catastrofali per coprire danni da alluvioni, frane e terremoti, uniformando la protezione del tessuto produttivo nazionale e migliorando la gestione delle emergenze post-catastrofe. (rif. Legge di bilancio 2024 -articolo 1, commi 101-112, della legge 30 dicembre 2023, n.213).

Le polizze possono essere adattate con garanzie accessorie come la perdita di profitti e la copertura di danni indiretti. Sono esclusi dalla copertura eventi dovuti a errori progettuali o processi di erosione graduale.

Le offerte oggi disponibili sono molteplici: la polizza casa protegge il patrimonio immobiliare delle famiglie e, sempre più spesso, integra tutele specifiche per eventi atmosferici; le imprese, specie quelle operanti in settori ad alto rischio, utilizzano polizze RC ambientali e soluzioni per garantire continuità anche dopo gravi danni ambientali.

Rischio idrogeologico e gestione dei danni

Il rischio idrogeologico rappresenta una delle principali sfide per il territorio italiano, caratterizzato da vasta presenza di corsi d’acqua, pendii soggetti a frane e aree soggette a inondazione.

Molte coperture per eventi climatici coprono i danni diretti da frane rapide, alluvioni e smottamenti rapidi, ma possono escludere i danni dovuti a processi lenti di erosione o infiltrazione graduale.

Le coperture assicurative devono essere progettate per affrontare ogni tipologia di rischio, ma anche integrate con soluzioni di prevenzione, formazione e assistenza legale per mitigare l’impatto finanziario e tutelare la continuità operativa di famiglie, imprese e comunità.

Assicurazioni come motore dell'adattamento climatico

Il ruolo del settore assicurativo non si esaurisce nella compensazione economica dei danni. Le compagnie possono agire come catalizzatori per l'adattamento climatico.

Attraverso la modulazione dei premi e le condizioni di polizza, gli assicuratori incentivano l'adozione di misure di prevenzione del rischio.
Ad esempio, i titolari di un'assicurazione casa potrebbero beneficiare di uno sconto sul premio se installano barriere anti-allagamento o utilizzano materiali costruttivi più resistenti.

Questo approccio promuove la resilienza: dopo un sinistro, l'indennizzo può essere vincolato non solo alla riparazione, ma al miglioramento dell'immobile secondo standard più sicuri. In questo modo, le assicurazioni per eventi climatici diventano un meccanismo proattivo che incoraggia comportamenti virtuosi.

Assicurazioni e sostenibilità ambientale: una visione integrata 

La crescente consapevolezza dei rischi climatici ha portato a una maggiore integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle strategie aziendali.

Il binomio assicurazioni e sostenibilità ambientale si manifesta su due fronti: la gestione dei rischi e le politiche di investimento.

Dal lato della sottoscrizione, si valuta con maggiore attenzione l'impronta ecologica dei clienti, limitando l'esposizione verso settori a più alta intensità di carbonio.

Dal lato degli investimenti, il settore assicurativo, in qualità di grande investitore istituzionale, sta progressivamente riorientando i propri capitali.
Si assiste a un disinvestimento dalle attività legate ai combustibili fossili e a un parallelo aumento degli investimenti in energie rinnovabili e tecnologie pulite. Questa riallocazione del capitale risponde a una precisa logica di gestione del rischio di transizione, proteggendo i portafogli da asset destinati a svalutarsi.

L'adattamento climatico efficace nasce da una sinergia tra politiche pubbliche, investimenti privati e innovazione assicurativa.
Le compagnie ricoprono una posizione cardine sia nel trasferimento del rischio, sia nella promozione di comportamenti responsabili che rafforzano la resilienza dell'intera società. L’aumento dei rischi climatici e la trasformazione del panorama assicurativo richiedono soluzioni flessibili e un approccio integrato.

Le assicurazioni si affermano come uno strumento fondamentale per la sicurezza finanziaria di persone, imprese e collettività esposte ai nuovi scenari imposti dal cambiamento climatico.

La diffusione di una cultura della prevenzione, la crescita delle polizze rischi ambientali e l'avanzamento verso modelli più sostenibili fanno del settore assicurativo un pilastro essenziale nella risposta globale ai rischi emergenti, una delle chiavi per garantire la stabilità sociale e la tutela efficace contro gli eventi estremi.

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