Sostenute anche dai rialzi nei prezzi delle materie prime, le esportazioni italiane sono cresciute al di sopra delle attese nel 2021, superando la soglia record di 500 miliardi di euro e segnando un aumento dell’8% sui livelli pre-crisi. Le vendite estere del Belpaese, infatti, non solo hanno evidenziato un ampio rimbalzo rispetto ai livelli 2020 (e in particolare rispetto alla flessione accusata nel periodo aprile-giugno), ma si sono caratterizzate per una crescita progressiva rispetto al 2019 in tutti i trimestri del 2021 (Fig.1).

Il risultato domina la performance degli “storici competitori” europei, in particolare quella di Germania e Francia: l’export tedesco ha infatti messo a segno una più timida crescita, pari al 3.7% in euro sui livelli pre-crisi, mentre i cugini d’Oltralpe si collocano ancora su valori del 3% inferiori a quelli 2019.

 

L'intensità di tale crescita è stata tale che 4 province su 5 hanno evidenziato un recupero pieno - nei valori nominali – di quanto lasciato sul campo dalla crisi pandemica, testimoniando una diffusa capacità di ripartenza dei diversi distretti produttivi del Belpaese.

In particolare, le esportazioni territoriali di Agroalimentare e Sistema Casa hanno segnato gli incrementi più dinamici sul 2019, sostenuti dalle nuove preferenze di acquisto del “new normal”.

 

Le performance territoriali di Agroalimentare

Con un aumento complessivo del 15.5%, il comparto Agroalimentare è quello che nel 2021 ha registrato la crescita più significativa sui valori pre-pandemici, complice la resilienza dimostrata nel corso del 2020.

Diversi territori del Penisola hanno contribuito al risultato complessivo nazionale; tra i casi di best performance si segnalano, in particolare, gli aumenti dei segmenti delle bevande (alcoliche e non) e delle esportazioni di Tabacco della provincia di Bologna, come mostrato dal grafico che segue.

Grazie ad un incremento superiore ai 380 milioni € sul 2019 delle esportazioni di Tabacco verso il mercato giapponese, e di oltre 170 milioni € (sul 2019) verso i paesi europei di Polonia e Germania, la provincia di Bologna si è resa protagonista indiscussa nella crescita del segmento rispetto al pre-crisi. Il risultato testimonia la sempre più ampia rilevanza dell’industria del tabacco nelle vendite estere del territorio, frutto di una recente localizzazione produttiva nella regione.

 

Ottimi contributi alla crescita derivano inoltre dalla performance delle esportazioni dei vini di Langhe, Monferrato, Roero delle province di Cuneo e Torino, e dei vini liquorosi, come il Moscato, della provincia di Alessandria, che superano il dato 2019 crescendo soprattutto sul mercato tedesco e su quello americano.
Vanno, infine, citati gli aumenti delle esportazioni di Salse e conserve della provincia di Salerno e delle Bevande, in particolare nel segmento dell’acqua minerale, della provincia di Roma.

 

Le performance territoriali di Sistema Casa

Sul fronte del Sistema Casa sono state in particolare le aree distrettuali a mostrare i maggiori aumenti. Tra i casi di best performance del periodo ritroviamo infatti diverse realtà di eccellenza del made in Italy (si veda la Fig. 4)

La provincia di Treviso, sede del distretto dell’Inox Valley friulana, apre la classifica delle migliori performance provinciali, grazie ai sensibili aumenti delle esportazioni di Elettrodomestici messi a segno soprattutto sul mercato tedesco. Ottimi risultati si registrano anche per il Legno-Arredo di Pordenone, che cresce sia in Europa che oltreoceano.

 

Performance molto positiva anche per i principali distretti italiani del Mobile Imbottito, grazie agli aumenti segnati dalle esportazioni di divani della provincia di Forlì-Cesena e del territorio di Bari, sede del distretto della Murgia.

Da segnalare, infine, il distretto delle Piastrelle di Sassuolo (MO), che ha evidenziato una vigorosa crescita rispetto al pre-crisi, grazie ai risultati segnati sui vicini mercati di Francia e Germania.

 

 

Conclusioni


Se l’export territoriale di Agroalimentare sembra aver quindi rafforzato il percorso di crescita sui mercati internazionali inaugurato negli ultimi anni, le esportazioni di Sistema Casa italiane sono riuscite a intercettare la fase di forte espansione internazionale sfruttando know-how e aspetti distintivi del distretto. Sebbene le prospettive per il 2022 rimangano più caute, a causa del peggioramento della congiuntura internazionale e dell’incremento dei costi delle materie prime, una strategia a filiera corta, radicata nel territorio e specializzata nelle fasce premium, sembra essere una leva competitiva sempre più rilevante per il futuro del made in Italy.