Il commercio mondiale di beni e dispositivi Covid-19: cresce la rilevanza cinese
DOMANDA MONDIALE - 11 febbraio 2022
di Marzia Moccia, economista
L’esplosione su scala internazionale dell’epidemia da Covid-19 e delle relative misure di contenimento del virus hanno fatto registrare un massiccio aumento degli scambi internazionali di beni e dispositivi essenziali per la gestione dell’emergenza sanitaria.
Se comparati ai livelli dell’ultimo anno pre-pandemico, il commercio mondiale di beni legati alla gestione dell’emergenza sanitaria (dispositivi di protezione individuale, test diagnostici, dispositivi diagnostici e apparecchiature) ha infatti registrato una crescita superiore al 24% in dollari, arrivando a valere più di 870 miliardi $ dai 700 del 2019. In particolare, la crescita più spiccata si è evidenziata per i dispositivi di protezione individuale (DPI) e per i kit per test diagnostici, destinati all’attività di screening, in aumento di circa il 50% rispetto al pre-crisi (Fig.1).

I risultati non fanno altro che riflettere il “new normal” del mutato contesto di vita e hanno rafforzato i timori di un’eccessiva dipendenza delle diverse economie internazionali dall’import di pochi paesi produttori, tra cui, in primis, la Cina.
Già nel periodo pre-pandemico il commercio mondiale del settore risultava piuttosto concentrato: i primi tre paesi esportatori, Germania, Stati Uniti e Cina, detenevano infatti circa il 40% degli scambi internazionali di tali prodotti.
Proprio in virtù della forte specializzazione del Paese del Dragone nei dispositivi di protezione individuale e della sua capacità di rispondere a una domanda crescente, in un contesto in cui le principali economie sviluppate si sono spostate, almeno in una prima fase, verso un inasprimento delle barriere commerciali, la Cina è divenuto ben presto il primo fornitore internazionale di tali beni, scalando la classifica dei principali esportatori (Fig. 2).

La crescita della quota di commercio mondiale detenuta dalla Cina è stata diffusa a tutte le principali categorie, interessando sia il comparto dei dispositivi di protezione individuale, sia altri cluster di prodotti. Ad esempio, nel commercio mondiale di tamponi e altri kit di screening, sebbene Stati Uniti e Germania rimangano i maggiori esportatori internazionali, la Cina ha sostanzialmente raddoppiato la proprio quota di export.
Un ulteriore settore che testimonia l’accresciuta rilevanza cinese è quello dei vaccini: nel 2021, per la prima volta, il Paese del Dragone è infatti emerso nella classifica dei principali paesi esportatori, soprattutto in virtù del ruolo che sta attualmente ricoprendo nella fornitura vaccinale verso i paesi a basso reddito. Se infatti le esportazioni cinesi del prodotto sono sostanzialmente nulle verso i paesi sviluppati, nel caso delle economie in via di sviluppo la Cina è rapidamente divenuta il secondo player di mercato, per una quota complessiva di commercio mondiale ormai paragonabile a quella tedesca.
