Il fenomeno del rientro dei cervelli acquista sempre più rilevanza per il sistema economico e sociale italiano.  

Il ritorno di professionisti e lavoratori qualificati dopo esperienze all'estero è un momento spesso legato a un progetto di vita fondamentale: comprare casa in Italia.  

Questo passo, per chi ha percepito redditi e costruito una storia creditizia fuori dai confini nazionali, può presentare delle specificità. Comprendere come le banche valutano questi profili e quali sono le normative di favore è essenziale per trasformare il progetto in realtà.

La legge sul rientro dei cervelli e il suo impatto sul mutuo

Il principale strumento normativo a sostegno di chi rientra è la legge sul rientro dei cervelli.  

Sebbene non agisca direttamente sulle condizioni contrattuali del mutuo, il cosiddetto "regime degli impatriati" ha un effetto diretto e positivo sulla capacità reddituale del richiedente. Le agevolazioni per il loro rientro si concretizzano in un significativo abbattimento dell'imponibile fiscale. 

Per coloro che hanno trasferito la residenza fiscale in Italia a partire dal 2024, infatti, il nuovo regime (vedi Decreto Legislativo 209 del 27 dicembre 2023) prevede che il reddito da lavoro dipendente o autonomo prodotto nel Paese contribuisca alla base imponibile IRPEF solo per il 50% del suo ammontare. Questa percentuale di esenzione sale al 60% in casi specifici, di presenza di figli minori.  

Il risultato è un reddito netto disponibile decisamente più elevato a parità di retribuzione lorda. Agli occhi di un istituto di credito, un netto mensile più alto si traduce in una maggiore capacità di rimborso, migliorando il rapporto rata/reddito e incrementando le possibilità di ottenere il finanziamento desiderato.

Requisiti per accedere al bonus fiscale

Per usufruire del bonus rientro cervelli è indispensabile soddisfare precisi requisiti.  

Il lavoratore non deve aver avuto la residenza fiscale in Italia nei tre periodi d'imposta precedenti al rientro e deve impegnarsi a mantenerla per almeno i quattro anni successivi.  

L'attività lavorativa deve essere svolta per la maggior parte del periodo d'imposta nel territorio dello Stato Italiano e il richiedente deve possedere requisiti di elevata qualificazione o specializzazione, oppure deve aver svolto un'attività di ricerca, anche applicata nell'ambito delle tecnologie di intelligenza artificiale.

L'iscrizione all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE) è uno dei principali metodi per attestare il periodo trascorso fuori dall'Italia.

La valutazione della banca: redditi esteri e credit history

La combinazione rientro dei cervelli/acquisto casa porta inevitabilmente a un'interazione con il sistema bancario, che attua un'istruttoria specifica.

Affidabilità

Per l'istituto di credito è fondamentale verificare l'affidabilità del richiedente e la sua capacità di credito. La documentazione reddituale estera, come contratti di lavoro, buste paga e dichiarazioni dei redditi, sarà oggetto di attenta analisi. Spesso è richiesta una traduzione giurata di tali documenti.

Storia creditizia

Un punto delicato è la storia creditizia.  

Le banche italiane non hanno un accesso diretto ai sistemi di credit scoring esteri. Per questo, possono richiedere al cliente un "credit report" ufficiale del Paese di provenienza.

Un buon profilo creditizio internazionale, pur non essendo formalmente riconosciuto, rappresenta un elemento qualitativo importante.  

Garanti

Per gli expat che si trasferiscono nuovamente in Italia, può essere, quindi, complicato accedere al mutuo in assenza di garanti, proprio perché il profilo fiscale del richiedente è costruito su redditi esteri e le banche non sempre valutano positivamente questo aspetto. 

Le difficoltà possono variare tra istituzioni finanziarie e dipendono dalle circostanze specifiche dell’impatriato; ci sono banche che sono più stringenti sull’erogazione del mutuo sulla base di redditi esteri, e banche che lo sono di meno.

Agevolazioni "Prima Casa": condizioni specifiche per chi rientra

Oltre al regime fiscale degli impatriati, chi rientra dall'estero può beneficiare delle agevolazioni per l'acquisto della "prima casa", ma a condizioni ben precise. La casa non può essere ubicata in un comune qualsiasi.  

La lettera a) della Nota II-bis, come modificata dall’articolo 2 del decreto legge n. 69/2023 stabilisce che l'agevolazione spetta quando «l'immobile sia ubicato [...] se l'acquirente si è trasferito all'estero per ragioni di lavoro e abbia risieduto o svolto la propria attività in Italia per almeno cinque anni, nel comune di nascita o in quello in cui aveva la residenza o svolgeva la propria attività prima del trasferimento»

Bisogna poi rispettare le altre condizioni generali: non possedere nello stesso comune i diritti reali su un'altra abitazione e non essere titolare, su tutto il territorio nazionale, di un'altra abitazione acquistata con le stesse agevolazioni.  

Riguardo a quest'ultimo punto, la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto una novità: il tempo a disposizione per vendere il vecchio immobile è stato esteso da 1 anno a due anni. Infine, l'immobile non deve appartenere a categorie catastali considerate di lusso (A/1, A/8, A/9). Il percorso per l’acquisto della prima casa in caso di rientro dei cervelli richiede quindi un'attenta verifica di questi vincoli territoriali e patrimoniali per massimizzare i benefici.

Agevolazioni mutuo rientro dei cervelli: prospettive future per comprare casa in Italia

Il rientro in Italia e l'acquisto di una casa rappresentano un progetto di vita complesso ma realizzabile. Le normative fiscali, come il bonus rientro cervelli, forniscono un supporto concreto, aumentando la capacità di spesa e rendendo il profilo del richiedente più solido per le banche.  

Sebbene la valutazione dei redditi esteri richieda un'istruttoria più approfondita e la presentazione di documentazione aggiuntiva, un profilo lavorativo stabile e una storia creditizia pulita sono elementi che giocano a favore.  

È fondamentale pianificare con anticipo, raccogliere tutta la documentazione necessaria e confrontare le offerte di diversi istituti di credito, alcuni dei quali hanno sviluppato una maggiore sensibilità e procedure specifiche per questa tipologia di clientela.  

Affidarsi a consulenti specializzati, come quelli di un istituto bancario come BPER, può semplificare il processo e aiutare a navigare la burocrazia, avvicinando il traguardo della casa di proprietà.

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