Nel linguaggio comune tra familiari e colleghi, il mutuo è spesso un argomento di grande interesse, e di solito quando se ne parla ci si riferisce al mutuo ipotecario. Meno frequente è invece il discorso sul mutuo chirografario.  

Il termine chirografario deriva dal termine "chirografo", che indica un documento scritto e firmato a mano; questo documento, infatti, è proprio il contratto di mutuo che viene stipulato con la banca. L’accordo fa da garanzia per l’impegno che si assume firmandolo come beneficiario del credito. A sua volta la banca si impegna a consegnare la somma di denaro concordata, a fronte della promessa di restituirla entro un certo tempo e secondo precise modalità. Un finanziamento di questo genere si definisce fiduciario e in questo articolo spiegheremo come funziona. 

Mutuo chirografario: cos’è e chi può richiederlo

Il mutuo chirografario è un finanziamento a breve, medio o lungo termine che puoi chiedere alla banca per ottenere un determinato importo. Come abbiamo lasciato intuire nella premessa, rispetto ad altri mutui la particolarità del chirografario è di non basarsi su una garanzia ipotecaria. Non necessita cioè di una garanzia reale su un immobile, indispensabile invece sia per il classico mutuo fondiario con cui acquisti la prima casa, sia per un mutuo di liquidità: pur con delle differenze, entrambi infatti rientrano nella categoria dei mutui ipotecari.  

Il mutuo chirografario rappresenta un'opzione accessibile sia per privati che per imprese. Grazie a questa forma di finanziamento, i privati hanno la possibilità di affrontare spese legate a esigenze familiari o personali oppure alla casa o allo studio.  

Una caratteristica distintiva del mutuo chirografario è la totale assenza di vincoli riguardo alla destinazione del finanziamento, offrendo agli acquirenti la libertà di utilizzare i fondi ottenuti in base alle proprie necessità. 

Per le aziende il mutuo chirografario è invece una risorsa con cui fare investimenti, acquistando beni e servizi utili a far crescere l’attività imprenditoriale, a innovarla, digitalizzarla, renderla più sostenibile e via dicendo. Gli importi finanziabili possono variare notevolmente: spesso, infatti, il mutuo chirografario è la forma tecnica con cui la banca eroga finanziamenti legati agli aiuti della finanza agevolata per sostenere l’imprenditoria, come garanzie statali e contributi pubblici. È il caso del mutuo chirografario per le PMI garantito dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. Oppure delle agevolazioni fruibili con la misura Nuova Sabatini o, ancora, della formula di finanziamento del microcredito.  

L’impegno a rimborsare la somma prestata con questa tipologia di mutuo è sancito dalla firma sul contratto. In linea di massima, la banca si tutela chiedendo delle garanzie da parte di chi richiede il finanziamento: possono essere ad esempio un solido patrimonio personale, dei titoli finanziari, un deposito in conto corrente, la fideiussione di un garante, una garanzia reale sotto forma di pegno, la cessione di crediti. Di conseguenza, per accordare il mutuo, l’istruttoria da parte della banca consiste nel valutare da un lato il merito creditizio del beneficiario – reddito, storia creditizia, rapporto come cliente –, dall’altro se le garanzie siano sufficienti a coprire il debito in caso di insolvenza. 

Mutuo chirografario: come funziona

Come per altre formule, il rimborso del mutuo chirografario avviene secondo i tempi e le modalità stabilite dal contratto. Il piano di ammortamento tipo è molto più breve rispetto al mutuo ipotecario – da pochi mesi a circa 10-15 anni – e può prevedere rate mensili, trimestrali, semestrali o perfino annuali. Per le imprese la durata del mutuo chirografario legato a una misura di finanzia agevolata cambia in base ai termini fissati per l’agevolazione.  

Ogni rata di rientro del mutuo comprende una quota del capitale che ricevi in prestito e una quota di interessi (cioè il prezzo da pagare per avere a disposizione tale somma per il tempo concordato), secondo una proporzione che dipende dal tipo di ammortamento, in genere alla francese.  

Il tasso d’interesse per il mutuo chirografario può essere fisso o variabile, in genere comunque è più alto rispetto al tasso di un mutuo ipotecario. Inoltre questa soluzione non beneficia delle detrazioni fiscali sugli interessi, vantaggio previsto dalla legge quando invece un mutuo ipotecario serve ad acquistare la prima casa. Per contro, il fatto che a garanzia del finanziamento non sia richiesta un’ipoteca immobiliare comporta un risparmio sulle spese collegate (di perizia tecnica e di registrazione dell’ipoteca). Inoltre il contratto di mutuo chirografario è un genere di scrittura privata che non necessita del notaio, quindi eviti anche le spese notarili. 

A prima vista un mutuo chirografario per privati sembra assomigliare a un prestito personale, in realtà con quest’ultimo puoi ottenere da poche centinaia di euro fino a 75.000 euro. Con il mutuo chirografario, invece, è possibile richiedere importi superiori, da rimborsare con piani di ammortamento proporzionati, quindi più lunghi. Un discorso simile vale anche mettendo a confronto mutui chirografari per le attività imprenditoriali e prestiti aziendali a breve-medio termine. 

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