Cosa si intende per equity? Significato e importanza in ambito finanziario.
25 maggio 2024
Le aziende, indipendentemente dalla loro dimensione e natura, che siano nate da poco o consolidate, a conduzione familiare o manageriale, innovative o tradizionali, devono investire per rimanere competitive sul mercato e affrontare situazioni impreviste. Questo implica l’allocazione di risorse per migliorare la qualità del prodotto/servizio, per acquistare macchinari più efficienti, per espandersi in altri mercati e così via. Tutte queste azioni sono in grado di generare un ritorno sull’investimento iniziale portando alla disponibilità di ulteriori risorse per l’azienda. Tuttavia, per realizzare tali interventi è necessario disporre di adeguati mezzi per finanziarsi. Nel quotidiano di un’impresa, poi, la gestione economico-finanziaria richiede il mantenimento dell’equilibrio tra entrate e uscite, in modo che i profitti superino i costi, così da generare ricchezza, cioè utili da destinare anche agli investimenti.
Nella gestione di un’azienda ricorre il termine equity, una parola che identifica concetti differenti. In questo articolo chiariremo i significati di equity dal punto di vista finanziario.
Equity: il significato in finanza e contabilità
In ambito finanziario equity indica i mezzi propri di un’impresa, le sue fonti di finanziamento interne. Nella pratica della contabilità aziendale, l’equity si traduce nel patrimonio netto o capitale netto. È la voce del bilancio che, all’avvio dell’impresa, designa il capitale versato dal singolo imprenditore o dai soci (se gli imprenditori sono più di uno): il cosiddetto capitale proprio o sociale. Successivamente, a questo nucleo di patrimonio economico aziendale, vengono progressivamente aggiunti gli utili generati e reinvestiti nell'attività, insieme a eventuali ulteriori risorse apportate dal titolare o dai soci.
Con equity si intendono anche le azioni, cioè le unità in cui è suddiviso il capitale sociale di una società per azioni. L’espressione equity investment indica quindi un investimento in azioni, fatto ad esempio acquistando i titoli in borsa o aderendo a un fondo comune di investimento azionario. Un significato più ampio di equity investment è quello di investimento nel capitale di rischio di una società non quotata in borsa. Spesso questo tipo di operazione è definita di private equity (capitale privato), un tema che approfondiremo di seguito.
Mezzi propri vs mezzi di terzi
Una società può finanziarsi in vari modi, ma le direzioni da seguire sono due: può ricorrere a mezzi propri oppure, indebitandosi, può servirsi di mezzi di terzi.
Come anticipato, il patrimonio netto – o equity – è una fonte di finanziamento interna. È un capitale di rischio, cioè soggetto al rischio d’impresa, ossia a tutti quei fattori che possono mettere a repentaglio i profitti: errori strategici, eventi esterni imprevedibili e via dicendo. Per un’azienda la redditività ha un’importanza sia diretta che indiretta. Diretta perché può attingere a mezzi propri per finanziarsi. Indiretta per ottenere, ad esempio, finanziamenti dalla banca, che ne valuta il merito creditizio, cioè la capacità di coprire i debiti con le proprie fonti di rimborso nei tempi e modi concordati.
Le fonti di finanziamento esterne comprendono i finanziamenti bancari sotto forma di prestito, mutuo, apertura di credito in conto corrente. Un’azienda può raccogliere fondi anche emettendo obbligazioni, cioè titoli di debito che alla scadenza deve rimborsare ai sottoscrittori-creditori che li hanno acquistati. Un’altra fonte esterna è la finanza agevolata, che mette a disposizione svariate misure, come i contributi a fondo perduto.
Equity come investimento nel capitale di rischio
Esiste un’altra possibile fonte di capitali per un’azienda, a cui abbiamo accennato prima: le operazioni di equity. Intraprendere un’operazione di equity consiste nel partecipare al capitale di rischio di un’impresa non quotata: è un'iniezione di denaro a suo favore fatta da un investitore. Questo tipo di attività rientra nell’ambito della finanza alternativa o complementare, ovvero l’insieme degli strumenti di finanziamento alternativi alle tradizionali soluzioni di credito offerte dalle banche. Si tratta di strumenti a cui possono ricorrere anche le micro, piccole e medie imprese, e che – a differenza del credito tradizionale – non generano debiti.
Le aziende interessate a un investimento in capitale di rischio possono essere realtà consolidate, in una fase avanzata del loro ciclo di vita. Ad esempio quando si deve affrontare una situazione finanziaria da risanare, quando bisogna affrontare un passaggio di proprietà o gestire il ricambio generazionale. In questi casi l’operazione è detta di private equity. Se invece l’investimento in capitale di rischio riguarda imprese giovani – o startup – si definisce più correttamente di venture capital.
In entrambe le situazioni l’investitore non si limita a versare denaro, condividendo il rischio imprenditoriale come socio. Entra in azienda contribuendo attivamente al suo rilancio, al suo miglioramento, alla sua crescita con competenze manageriali e tecniche, esperienza, contatti influenti etc. Per un investitore, l’operazione di equity è un impegno temporaneo: investe per poi disinvestire. Lo scopo è guadagnare cedendo la propria partecipazione dopo un certo periodo, qualche anno, quando il valore dell’azienda sarà aumentato. Si espone a un rischio alto, in attesa di ottenere un rendimento proporzionale: le imprese finanziate con capitale di rischio vengono scelte infatti per le loro notevoli potenzialità.
Il finanziatore che intraprende iniziative di private equity e venture capital può essere, ad esempio, un fondo di investimento, una società di private equity, una società finanziaria. Altrimenti l’investitore può essere un privato che investe risorse proprie, prediligendo le startup che vogliono entrare nel mercato: questa figura è nota anche come business angel.
Sempre parte della finanza alternativa, un ulteriore canale è l’equity crowdfunding, o meglio equity based crowdfunding: un finanziamento collettivo per raccogliere capitale di rischio. La raccolta di fondi dagli investitori avviene attraverso piattaforme online autorizzate, che in Italia sono vigilate da CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa). Investire in equity tramite crowdfunding – chiamato anche crowdinvesting – significa mettere a disposizione di startup e piccole e medie imprese del capitale, acquisendone in cambio azioni o quote di partecipazione. Questa forma di raccolta coinvolge direttamente sia gli investitori istituzionali e professionali sia i singoli risparmiatori.
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