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Nelle filiere agroalimentari la transizione green passa da innovazione, energia e ricerca

L’agricoltura è in prima linea di fronte alla crisi climatica: l’obiettivo non è solo aumentare le rese, come in passato, ma farlo consumando meno risorse e riducendo l’impatto ambientale, per rendere le aziende più resilienti e competitive nel nuovo scenario

Un "incubatore" a cielo aperto in cui prendono forma alcune delle soluzioni più avanzate della transizione ecologica. Un laboratorio per sperimentare, innovare e applicare in campo i risultati della ricerca. L’agricoltura è anche questo, tanto più da quando la pressione del cambiamento climatico ha accelerato i processi di adattamento necessari a contrastare gli effetti di avversità atmosferiche divenute nel tempo più frequenti e severe.

L’obiettivo non è solo aumentare le rese, come in passato, ma farlo consumando meno risorse e riducendo l’impatto ambientale, per preservare la sostenibilità e rendere le aziende agricole più resilienti.
Una trasformazione che coinvolge più ambiti e discipline, dall’innovazione tecnologica alla ricerca biologica all’energia.
Elementi cruciali sono acqua e suolo, due risorse oggi da preservare e valorizzare. L’irrigazione di precisione, la sensoristica e i sistemi di supporto alle decisioni consentono di distribuire l’acqua dove e quando serve, mentre le tecniche conservative puntano a limitare l’erosione e la perdita di fertilità dei terreni. Con il carbon farming si introducono pratiche, come il minimum tillage, capaci di aumentare il carbonio immagazzinato nel suolo. Un aspetto che riguarda anche la sfera economica, con i crediti di carbonio che, anche in agricoltura, come già nei settori industriali energivori, potranno rappresentare una fonte aggiuntiva di reddito per le aziende.
C’è poi il tema, già regolamentato a livello Ue, delle Tecniche di evoluzione assistita (Tea) che introducono varietà più resistenti a siccità, temperature estreme e patogeni, accelerando processi che avvengono normalmente in natura.

 

Crediti di carbonio e certificazioni ambientali, crescono i nuovi modelli di business

La produttività resta l’elemento centrale ma oggi alle strategie commerciali si affiancano criteri Esg, richiesti della finanza, standard di filiera, certificazioni e nuove metriche per misurare e rendicontare la sostenibilità.
Un percorso coerente con l’impronta green della Politica agricola comune (Pac), che la riforma post 2027 sembra orientata a confermare. Il nuovo approccio, che già coinvolge diverse realtà delle filiere agrifood, introduce elementi di misurazione delle emissioni, di monitoraggio dei consumi idrici ed energetici e dell’impiego di fertilizzanti e fitofarmaci, ma anche aspetti legati alla salute del suolo, alla biodiversità e all’uso del territorio, mentre sul piano sociale entrano in gioco i temi della sicurezza e della gestione del rischio.

Se in passato era una scelta dettata da logiche di differenziazione, per rispondere alle richieste della grande distribuzione o intercettare i consumatori più sensibili ai temi ambientali, oggi i driver sono molteplici, in un contesto di progressivo adattamento agli schemi green sotto la spinta del mercato, delle filiere e di un quadro normativo sempre più orientato alla sostenibilità.
Nell’agroalimentare la produzione resta l’elemento centrale, ma attorno a questo si sviluppano modelli e procedure con caratteristiche diverse a seconda delle dimensioni dell’impresa, del prodotto e del mercato di riferimento.

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Alle strategie commerciali si affiancano criteri Esg, richieste della finanza, standard di filiera, certificazioni e nuove metriche per misurare e rendicontare la sostenibilità. Un percorso coerente con l’impronta green della Politica agricola comune (Pac), che la nuova programmazione 2028-2034 sembra orientata a confermare.

L’approccio Esg - environmental, social, governance - che già coinvolge diverse realtà delle filiere agrifood, introduce elementi di misurazione delle emissioni, di monitoraggio dei consumi idrici ed energetici e dell’impiego di fertilizzanti e fitofarmaci. Ma anche aspetti legati alla salute del suolo, alla biodiversità e all’uso del territorio. Sul piano sociale entrano in gioco le condizioni di lavoro, il tema della sicurezza e, in determinati contesti, il benessere animale, mentre la governance chiama in causa tracciabilità, controllo dei fornitori, gestione dei rischi e qualità dei dati.

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La peculiarità dell’agroalimentare è che una quota rilevante di questi impatti si genera fuori dai cancelli dell’industria, nelle aziende agricole fornitrici di materie prime. È così che richieste di informazioni su consumi, emissioni, pratiche agronomiche o condizioni di produzione e di lavoro possono raggiungere l’agricoltore non direttamente per effetto di un obbligo di legge, ma attraverso i rapporti con trasformatori, distributori e altri soggetti della filiera.

Contestualmente, sta cambiando il patrimonio informativo dell’agricoltura europea. Dal 2025 la vecchia Farm accountancy data network (Fadn), la rete europea che da oltre sessant'anni raccoglie dati economici e contabili su un campione rappresentativo di aziende agricole, è stata sostituita dalla Farm sustainability data network (Fsdn), che ha cominciato ad affiancare ai dati tradizionali informazioni ambientali e sociali, monitorando e registrando le quantità di fertilizzanti e fitofarmaci utilizzati, gli impieghi di acqua ed energia, le pratiche di gestione dei suoli, gli utilizzi di mangimi e antimicrobici nonché altri indicatori, compresa la biodiversità. Non si tratta di un obbligo generalizzato di rendicontazione Esg, dal momento che la partecipazione al network è volontaria, ma il cambio di paradigma è evidente, segnalando che la sostenibilità agricola sta diventando oggetto di misurazione (e comparazione) sistematica, accanto alle tradizionali performance economiche.

In quest’ottica la certificazione sta acquisendo una nuova funzione, non solo attestando la qualità di un prodotto o il rispetto di un determinato processo produttivo, ma accreditando un servizio ambientale e sociale fornito dall’agricoltore, rendendolo come tale credibile e potenzialmente valorizzabile sul piano economico.
Da rilevare che il passaggio dalla misurazione alla certificazione ha già una cornice europea. Il regolamento Crcf, in vigore dalla fine del 2024, ha istituito un sistema volontario comune per certificare gli assorbimenti di carbonio e le riduzioni delle emissioni dai suoli agricoli. Nel luglio 2026 Bruxelles ha aggiunto un ulteriore tassello, definendo le metodologie per certificare, su base volontaria, i benefici climatici prodotti da alcune pratiche agricole e agroforestali, dal maggiore stoccaggio di carbonio nei terreni al ripristino dei suoli organici fino all’imboschimento.

La certificazione costituisce anche la porta d'accesso a una nuova fonte di reddito. Con il carbon farming, pratiche capaci di aumentare il carbonio immagazzinato nei terreni o di ridurre le emissioni possono generare, se misurate e certificate, unità con un valore economico. È un mercato ancora in costruzione, ma Bruxelles sta lavorando anche sul versante della domanda, attraverso l'Eu Crcf buyers club, pensato per mettere in contatto chi genera assorbimenti di carbonio o benefici certificati dal carbon farming con imprese, investitori e soggetti pubblici interessati ad acquistarli.

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"Conduzione Agri Bio", un finanziamento ad hoc per sostenere la filiera dell’agricoltura biologica

Lo strumento di BPER Banca dedicato alle imprese del settore mette a disposizione liquidità e accompagna l’azienda per tutto il ciclo produttivo, anticipando o integrando i capitali necessari alla campagna agraria, sostenendo anche le spese per la trasformazione. Il finanziamento può raggiungere i 400mila euro, con una durata compresa tra i 3 e i 12 mesi, 
allungabili a 18 in presenza di esigenze particolari. Previsti incentivi anche per investimenti ambientali mirati come l’installazione di impianti fotovoltaici.

Disporre del capitale circolante necessario per sostenere i costi della campagna agraria è un’esigenza centrale per tutte le aziende agricole. Tanto più quando la scelta ricade su modelli produttivi sostenibili, che possono richiedere risorse finanziarie supplementari e in aggiunta ai mezzi propri.

È a queste esigenze che risponde "Conduzione Agri Bio", il finanziamento a breve termine di BPER Banca dedicato alle imprese del settore biologico. Lo strumento mette a disposizione liquidità e accompagna l’azienda per tutto il ciclo produttivo, anticipando o integrando i capitali necessari alla campagna agraria e sostenendo, nelle imprese agricole integrate verticalmente, anche le spese per la trasformazione dei prodotti.

Il finanziamento punta così a coniugare l’esigenza di assicurare le risorse necessarie alla gestione ordinaria dell’attività e quella di accompagnare le imprese nel rispetto dei protocolli di sostenibilità ambientale e di tutela della biodiversità propri dell’agricoltura biologica.

"Conduzione Agri Bio" è un finanziamento chirografario che può raggiungere un importo massimo di 400mila euro, con una durata compresa tra i 3 e i 12 mesi. La scadenza può arrivare fino a 18 mesi in presenza di particolari esigenze produttive, come nel caso di lavorazioni caratterizzate da tempi più lunghi di invecchiamento o stagionatura.

L’accesso, subordinato alla valutazione del merito creditizio da parte della banca, è riservato alle aziende in possesso di una certificazione biologica in corso di validità, conforme al Regolamento Ue 2018/848.

L’offerta di BPER per l’agricoltura sostenibile non si limita però al capitale circolante. La banca mette a disposizione anche finanziamenti destinati a sostenere investimenti coerenti con i criteri Esg, dai progetti specifici, come l’installazione di impianti fotovoltaici, a strumenti utilizzabili per una gamma più ampia di interventi con finalità ambientali. Alcune soluzioni possono essere inoltre assistite da garanzia pubblica, ampliando le possibilità per le aziende agricole di finanziare il percorso verso modelli produttivi più sostenibili.

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Offerta destinata alle sole imprese agricole in possesso di una certificazione biologica ai sensi dell’Articolo 35, paragrafo 1, del regolamento UE 2018/848 in corso di validità. La banca, prima di concedere il finanziamento, valuta capacità di rimborso delle rate, cioè il merito creditizio. Per tutte le condizioni contrattuali ed economiche puoi leggere il documento «Fogli informativi»”, che puoi chiedere in Filiale, nei Centri Imprese o su www.bper.it. Offerta valida fino al 31/12/2026, sempre che non venga prorogata o chiusa in anticipo.