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Rapporto sulla filiera zootecnica smart
22 luglio 2026
a cura di Il Sole 24ORE Radiocor
Sensori e monitor nelle stalle, la zootecnia italiana si fa smart
Dall’osservazione diretta al supporto dei dati; nelle aziende italiane le nuove tecnologie affiancano l’esperienza degli allevatori consentendo di ottimizzare gli input e migliorare la redditività
La zootecnia si fa smart ed entra nell’ecosistema digitale. Le tecnologie non mancano, tanto meno gli strumenti innovativi, e il mercato offre già un’ampia gamma di soluzioni digitali che, applicate alla gestione quotidiana della stalla, ne migliorano significativamente le performance.
Sul piano pratico, un allevamento 4.0 non è un’azienda completamente automatizzata e tanto meno governata esclusivamente da algoritmi. È più appropriato parlare di un sistema misto – che rappresenta già un’evoluzione importante rispetto a uno schema tradizionale – in cui l’allevatore, con la sua esperienza e il lavoro dei suoi collaboratori, mantiene un ruolo centrale, seppure coadiuvato nella gestione quotidiana da apparati, software e dati opportunamente organizzati.
Ogni animale può essere monitorato con sensoristiche in grado di rivelare eventuali segnali di stress o alterazioni dello stato di salute. La tecnologia 4.0 consente inoltre di controllare le condizioni operative delle stalle e di altre strutture, attraverso sensori ambientali in grado di rilevare temperatura, umidità, qualità dell’aria e emissioni.
Il vantaggio è la possibilità di passare da una conduzione basata quasi esclusivamente sull’osservazione diretta a una gestione supportata dai dati, in grado di anticipare situazioni di possibile malessere degli animali, necessità di aggiustamenti della razione alimentare o criticità dovute a variazioni delle condizioni ambientali. Informazioni di ritorno che si traducono anche in efficienza aziendale, attraverso l’ottimizzazione negli impieghi degli input – feed e energia in primis – il miglioramento della produttività e la prevenzione, rispetto a situazioni che in mancanza di un approccio smart imporrebbero correttivi più onerosi e forse tardivi, nel contesto già critico di pressione dei costi e di difficile difesa dei margini aziendali.
Agricoltura 4.0: le soluzioni innovative muovono un giro d’affari di 2,5 miliardi
L’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia certifica l’espansione del mercato italiano con una crescita in valore del 9% nel 2025. Sensori, piattaforme digitali, robotica, sistemi di monitoraggio e di supporto alle decisioni sono oggi componenti in grado di integrare l’attività produttiva. Negli allevamenti l’innovazione non nasce da una singola tecnologia, ma da un mix di strumenti capaci di rendere la stalla più osservabile, misurabile e gestibile. Cresce il ricorso all’intelligenza artificiale e l’uso dei droni per il monitoraggio dei pascoli estensivi.
Dai campi alle stalle, la trasformazione digitale sta cambiando il modo di fare impresa in agricoltura. L’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia certifica un mercato italiano in espansione per Agricoltura 4.0, con un valore nel 2025 di 2,5 miliardi di euro, in aumento del 9% rispetto all’anno precedente.
Sensori, piattaforme digitali, robotica, sistemi di monitoraggio e di supporto alle decisioni sono oggi componenti in grado di integrare l’attività produttiva, migliorando l’efficienza aziendale. E la zootecnia si inserisce a pieno titolo in questo solco, in cui l’innovazione non nasce da una singola tecnologia, ma da un mix di strumenti e applicativi capaci di rendere la stalla più osservabile, misurabile e gestibile.
Il comportamento di un animale, la qualità dell’aria, la composizione dei foraggi, il funzionamento di un robot o la distribuzione della razione alimentare sono elementi che incidono sulla produttività e sui bilanci aziendali. Le tecnologie digitali aiutano a raccogliere questi segnali, attraverso software di elaborazione e interpretazione dei dati, e a trasformarli in indicazioni operative.
Uno degli ambiti più interessanti è quello della sensoristica indossabile. Collari intelligenti, sensori auricolari e di movimento, oltre ad altri dispositivi, consentono di monitorare ogni singolo capo.
Sono strumenti che registrano dati su movimento, riposo, alimentazione, temperatura corporea e altri parametri vitali, oltre a possibili anomalie sul piano comportamentale. Il vantaggio consiste nel disporre informazioni real time che permettono di intervenire in anticipo per individuare eventuali condizioni di anomalia o difficoltà. Un’alimentazione insufficiente o un rallentamento dell’attività motoria possono segnalare una criticità sanitaria prima ancora che compaiano i sintomi. Allo stesso modo, l’analisi dei movimenti può aiutare a individuare precocemente problemi o condizioni di stress, con le dovute limitazioni sulla capacità di offrire garanzie cliniche algoritmiche.
Inoltre, per una migliore gestione dell’ambiente di stalla, anche a scopi preventivi rispetto a eventi indesiderati, sensori Iot (Internet of things) consentono di rilevare temperatura, umidità, ammoniaca, metano, CO2 e in generale la qualità dell’aria negli ambienti chiusi. Sono dati che incidono direttamente sul benessere degli animali e sulle performance produttive, assumendo un particolare rilievo in un contesto di crescente attenzione ai requisiti di sostenibilità e tracciabilità ambientale. Le applicazioni si caratterizzano pertanto anche come elementi distintivi sul piano del posizionamento del brand e come efficace leva di marketing.
Tra le diverse soluzioni tech, l’alimentazione di precisione costituisce un upgrade tra i più ambìti nei processi di modernizzazione dei modelli zootecnici. I sistemi automatizzati permettono di distribuire razioni più coerenti con le indicazioni del nutrizionista, limitando errori e sprechi aziendali. In questo quadro si inserisce anche l’analisi Nir, basata sulla spettroscopia nel vicino infrarosso, che consente di valutare rischi e parametri legati alla qualità dei foraggi e degli alimenti somministrati.
Da rilevare che l’approccio “smart” segue logiche integrate basate sulla lettura incrociata dei dati, utile a comprendere con maggiore attendibilità le relazioni tra l’evoluzione delle condizioni fisiche degli animali, dei luoghi di produzione e dei risultati economici. In questa prospettiva si inseriscono le soluzioni di intelligenza artificiale (IA), che attraverso modelli predittivi riescono a fornire agli allevatori proiezioni su potenziali anomalie e guasti agli impianti, riducendo i fermi produttivi.
Si sta inoltre diffondendo l’uso dei droni negli allevamenti estensivi, per il controllo dei pascoli, il censimento delle consistenze, il monitoraggio degli spostamenti e la sicurezza degli animali.
Come accennato, il valore maggiore nasce dall’incontro tra esperienza e strumenti digitali. I sistemi ibridi, se ben progettati, possono già rappresentare un’evoluzione significativa rispetto ai modelli tradizionali, senza togliere centralità ai conduttori, ma dotandoli degli strumenti necessari a completare la transizione verso un allevamento più efficiente, sostenibile e in futuro distinguibile agli occhi dei consumatori.
Finanza e sostenibilità, un progetto per migliorare l’accesso al credito
Il BPER Sustainable Finance Lab è un’iniziativa avviata dal Gruppo BPER insieme a Rina, gruppo multinazionale di certificazione attivo in più di 70 Paesi, per accompagnare le aziende nei percorsi Esg, aiutandole a individuare indicatori di performance, definire target coerenti con i propri piani di sviluppo e monitorare nel tempo i risultati raggiunti, con la possibilità di facilitare i finanziamenti.
Il rapporto tra imprese e banche sta cambiando anche sotto la spinta dei criteri Esg. Ambiente, attenzione ai temi sociali, governance e capacità di misurare i propri impatti non sono più tematiche relegate alla sola sfera reputazionale, ma entrano nella valutazione del rischio e nei rapporti con il sistema creditizio.
Per una banca, finanziare un’impresa significa infatti valutarne non solo la solidità economico-finanziaria, ma anche l’esposizione ai rischi di transizione, ai rischi climatici, ai costi energetici, alla capacità di adeguarsi a nuove regole e alle richieste della filiera. È su questo terreno che si colloca il Bper Sustainable Finance Lab, iniziativa avviata dal Gruppo BPER insieme a Rina, gruppo multinazionale di certificazione attivo in più di 70 Paesi.
Il progetto nasce per accompagnare le aziende nei percorsi Esg, aiutandole a individuare indicatori di performance, definire target coerenti con i propri piani di sviluppo e monitorare nel tempo i risultati raggiunti. La logica è quella di rendere la sostenibilità meno generica e più documentabile. Pertanto, non solo dichiarazioni di principio, ma anche dati, metriche, verifiche e avanzamenti tracciabili.
In questo schema, la componente digitale ha un ruolo centrale. Le imprese possono selezionare Kpi (key performance indicator) seguire l’evoluzione dei propri obiettivi e costruire un percorso di miglioramento fondato su evidenze verificabili. Rina interviene come soggetto terzo indipendente,
chiamato a valutare e certificare le performance raggiunte, mentre BPER mette a disposizione strumenti finanziari dedicati alle aziende impegnate in progetti credibili di transizione.
Il valore dell’iniziativa sta proprio nell’incontro tra finanza e sostenibilità. Da un lato il supporto tecnico per misurare e certificare i progressi, dall’altro la possibilità di collegare tali risultati all’accesso al credito. Per le imprese zootecniche, questo approccio può rappresentare una leva importante. Gli investimenti in sensoristica, efficienza energetica, monitoraggio ambientale, benessere animale e digitalizzazione dei processi produttivi possono essere inseriti in un percorso Esg più strutturato, capace di rafforzare competitività, trasparenza e rapporto con il sistema bancario.
Da rilevare che la Banca centrale europea ha chiarito da tempo che i rischi climatici e ambientali devono essere considerati dagli istituti di credito nella strategia, nella governance e nei processi di gestione del rischio. In questa prospettiva, anche la qualità dei dati forniti dall’impresa costituisce un elemento decisivo, garantendo un profilo più leggibile e coerente con le nuove metriche della finanza sostenibile.
Immagine di pagina generata con Intelligenza Artificiale
Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. La banca - prima di concedere il finanziamento - valuta la capacità di rimborso delle rate, cioè il merito creditizio. Per le condizioni contrattuali ed economiche puoi leggere il documento "i Fogli Informativi”, che puoi chiedere in Filiale, nei Centri Imprese o su www.bper.it.