Indice di liquidità

La liquidità indica quanto un investimento (in strumenti finanziari, immobili etc.) si possa trasformare in moneta facilmente, cioè in tempi brevi e a costi limitati. Ad esempio un’azione di una grande azienda quotata in borsa di solito è considerata un investimento molto liquido. Sulla liquidità di uno strumento finanziario influiscono la negoziabilità, la vita residua, l’affidabilità dell’emittente (rischio di credito), le caratteristiche del mercato in cui è trattato. La liquidità è perciò correlata al rischio di liquidità

In borsa la liquidità si può misurare in più modi, ad esempio come volume o come controvalore scambiato, e viene utilizzata come parametro per elaborare alcuni indici di borsa. L’indice di liquidità e capitalizzazione (ILC) per esempio è impiegato come indicatore per selezionare le azioni che compongono alcuni indici FTSE di Borsa Italiana, considerandone sia liquidità che capitalizzazione

In azienda gli indici di liquidità sono parametri che forniscono informazioni sui livelli di liquidità dell’impresa, dunque sulla sua capacità di fare fronte ai propri debiti nel breve periodo (anno in corso). L’indice di liquidità immediata (o indice di tesoreria o quick ratio) è il rapporto fra attività disponibili (denaro in banca e in cassa, crediti a breve termine etc.) e debiti a breve termine. Un altro parametro è l’indice di liquidità totale (o indice di disponibilità o current ratio) che, rispetto al precedente, somma alle attività disponibili quelle liquidabili (materie prime, merci e scorte). Gli indici di liquidità aiutano a valutare la solvibilità di un’azienda e, specularmente, a individuare un’eventuale eccessivo ricorso al debito (leva finanziaria).