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Cosa offrirà il mondo di domani e come aiutare i nostri figli ad arrivarci preparati

Da sempre i genitori si preoccupano per il futuro dei propri figli e, prima o poi, arriva per tutti il momento di aiutare i ragazzi indirizzandoli in scelte tanto importanti quanto difficili: quali studi intraprendere? Quale professione scegliere? Quali lauree sono più utili per trovare lavoro?

Il dubbio nasce spontaneo se si considerano anche gli importanti cambiamenti che hanno rivoluzionato il mondo del lavoro e aperto la strada a carriere che, fino a qualche decennio fa, erano impensabili: lo sviluppo tecnologico e la nascita dei social network hanno fatto fiorire posizioni come quelle del Social Media Manager o del data scientist, mentre tra i giovanissimi impazza il sogno di diventare “Influencer” o “YouTuber”.

Ma siamo proprio sicuri che nel mondo di domani non ci sarà più spazio per le figure professionali a cui siamo abituati?

  1. Le lauree più richieste in futuro
    Secondo le previsioni realizzate dal sistema Excelsior di Unioncamere insieme ad Anpal, da qui a 5 anni i lavori riguarderanno laureati in statistica, ingegneria, economia, medicina e chimica farmaceutica. Ma tra i lavori del futuro non si possono dimenticare quelli in ambito tecnologico e digitale. Tra tecnici programmatori, analisti e progettisti di software e tecnici esperti di applicazioni ben 135mila le posizioni vacanti in quest’ambito entro il 2020.
     
  2. Anche le scuole primarie e secondarie possono fare la differenza
    Quando si parla di studi utili per il futuro il punto di partenza fondamentale sono le scuole primarie e secondarie. Scegliere istituti che abbiano un’offerta al passo coi tempi, che puntino su nuove forme di apprendimento e che siano capaci di mescolare cultura umanistica e innovazione risulta infatti fondamentale per accompagnare i bambini e gli adolescenti in un mondo accelerato e in continuo cambiamento.§
     
  3. Non solo studio: le esperienze all’estero e tirocini
    Un accorgimento per i professionisti di domani: studiare sì, ma non solo. Secondo l’ultimo Rapporto del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, infatti, fare un’esperienza di studio all’estero, aver lavorato durante gli studi o aver svolto un tirocinio curricolare aumenta le possibilità di trovare un’occupazione a un anno dalla conclusione degli studi.
     
  4. L’importanza delle lingue e delle soft skills
    In un mondo sempre più globalizzato e connesso, l’altro asso nella manica è costituito dalle lingue straniere. L’inglese, la cui ottima conoscenza è già praticamente obbligatoria, dovrà in futuro essere affiancato da una seconda lingua europea e anche da lingue più complesse come russo, cinese e arabo rimangono le più richieste per l’apertura ai mercati stranieri. Da considerare anche le soft skill, ossia tutte quelle abilità che non si apprendono tra i banchi, ma muovendosi nel mondo.
     
  5. La rivincita della filosofia
    In un panorama incerto e in continuo cambiamento dovranno ricredersi quanti hanno sconsigliato studi umanistici perché “inutili”. Sono infatti sempre di più le aziende e i gruppi che valutano positivamente le candidature accompagnante da una solida cultura classico-letteraria. Prima tra tutte in questo campo la filosofia, regina indiscussa delle materie umanistiche, che aiuta a muoversi nell’incertezza trovando a ogni passo strade alternative e inesplorate, apre la mente e ti prepara all’inaspettato.
     
  6. Nel dubbio, studiare (con passione) resta la scelta migliore.
    Se è l’inaspettato ciò che attende i nostri figli nel futuro, resta tuttavia vero che laurearsi conviene sempre, sia in termini culturali che di guadagno. Rimane il fatto che, se è vero che vi sono studi che più di altri possono assicurare un futuro più certo e redditizio, è anche vero che senza passione e interesse difficilmente si raggiungeranno risultati felici. Prima di indirizzare i vostri figli, dunque, sedetevi con loro, e ascoltate cosa davvero sognano di fare, ed essere, da grandi.