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Inaugurata la sede della Fondazione Bellonci restaurata con un art bonus BPER Banca

Inaugurata la sede della Fondazione Bellonci restaurata con un art bonus BPER Banca

Sede dal 1951 delle riunioni degli Amici della domenica, Casa Bellonci ha accolto e accoglie tuttora i protagonisti della letteratura italiana del secondo Novecento e contemporanea.

È stata luogo di incontro tra il mondo dell'editoria, del teatro, del cinema, dell’arte, da un lato, e il mondo delle istituzioni e delle imprese, dall'altro, in anni come quelli immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale e al crollo del fascismo in cui la società italiana sentiva il bisogno di rinascere attraverso la costruzione di un solido tessuto sociale. Dal concorso di queste energie e dall'amicizia tra Maria e Goffredo Bellonci e Guido Alberti, industriale con la passione per la cultura, nacque nel 1947 il Premio Strega.

Quel gruppo di amici, legati tutti dalla comune primaria presenza nel mondo della cultura e dell’arte, in ambito nazionale e internazionale, è stato un motore per lo sviluppo della narrativa italiana del dopoguerra e un punto di riferimento della rinascita delle arti nell'Italia democratica.

Attraverso le stanze di Casa Bellonci è possibile entrare in contatto con i molteplici interessi dei coniugi Bellonci. Si va dalle raccolte librarie contenute nello studio di Goffredo, l’ambiente principale della casa che accoglie collane complete di storia, critica letteraria, narrativa e poesia di tutti i tempi, italiana e straniera, fino alle numerosissime prime edizioni di opere con dediche e autografi dei maggiori scrittori italiani del Novecento.

Nel percorso attraverso le stanze dell'appartamento è possibile ricostruire la storia di oltre settant'anni di produzione editoriale italiana: se i due lunghi corridoi sono interamente ricoperti da opere letterarie e teatrali del Novecento, nello studio di Maria Bellonci sono conservati libri riguardanti l’arte e la storia, e tutto il materiale documentario al quale la scrittrice ricorreva per la stesura dei propri romanzi. Lo stesso vale per lo studiolo, ambiente piccolo e intimo, creato dalla scrittrice come luogo di concentrazione e di scrittura, a imitazione ideale di quello di una protagonista dei suoi romanzi, Isabella d’Este.

Nel 2020 l’appartamento è stato oggetto di un intervento di restauro e trasformazione in casa museo realizzato con il contributo di Regione Lazio e BPER Banca.

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