NATURA MORTA CON TACCHINO SPENNATO, Monogrammista Romagnolo P.M.
tela, cm. 101x96

 

 

Resta ancora ignoto l'autore di questa tela che, insieme all'altra della stessa mano e' conservata nella raccolta della Banca, puo' essere ricondotta alla produzione di natura morta affermatasi in Emilia e in Romagna nel corso del '700. Ove si escludano le soluzioni piu' barocche e decorative del Boselli, attivo in area parmense e piacentina, le nature morte emiliane, dal Crespi al Resani, si segnalano per la visione silenziosa, distaccata e nel contempo poetica degli oggetti e degli animali, che puo' reggere il confronto con quella del lombardo Ceruti.

Un contributo per l'identificazione del pittore potrebbe venire dalla sigla PM apposta sul cerchione del grande tino nell'altra tela, ma scorrendo i nomi degli specialisti registrati dall'Oretti in Emilia, non se ne trova alcuno con le stesse iniziali. Dipinti come questi tradiscono, rispetto alla grande e commossa lezione del Crespi e al naturalismo del Resani, una concezione piuttosto divulgativa, impostata secondo un rapporto peraltro sincero e diretto con la realta'. Una certa preoccupazione per l'impaginazione corretta e accattivante riscontrabile nei due quadri modenesi, invita a proporre per essi una datazione che si inoltri nell'ultimo quarto del secolo.