| SANSONE TRAFUGA LE PORTE DI GAZA, Aureliano Milani |
| tela, cm. 225x290 |
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Il dipinto fa parte di una serie di quattro, conservata nella raccolta della Banca, che svolge con tratti disinvolti e talora caricati episodi biblici della vita di Sansone, il difensore degli Ebrei durante le lotte contro i Filistei. In questa tela, approfittando delle tenebre, scardina le porte di Gaza e le trafuga per farsi beffa dei nemici. La serie costituisce uno degli apici raggiunti da Aureliano Milani nel corso della sua fortunata carriera. Sette lettere inviate dal Milani al committente, il conte Alessandro Pallavicino, tra il 1718 e il 1722, consentono di appurare che essa era stata eseguita per la villa di Busseto. L'attivita' di Milani come pittore di temi eroici fu molto ricca. Al di la' dei numerosi disegni prepartori tuttora superstiti, si ricordi tra i dipinti almeno, la grande Officina di Vulcano. In tutta questa produzione, i soggetti sembrano scelti a dimostrazione della propensione notata dallo storico Zanotti per "argomenti che vogliono uomini nudi, muscolosi, e terribili". Ma le sottili e dotte citazioni dalla grande tradizione carraccesca vengono usate in senso apertamente ironico e compiaciuto. Nelle Storie di Sansone, infatti, il racconto svaria in maniera divertita sulle gesta del forzuto eroe. Sulla traccia di Ludovico Carracci, egli si industria a forzare, con esito propriamente eroicomico, il contrasto tra la nerboruta potenza fisica di Sansone, abbandonato nel sonno, e l'aggraziata Dalila, intenta a sforbiciarne le chiome in una posa di elegante affettazione. Per non dire delle smorfie e della cautela con cui i Filistei si avvicinano all'eroe per legarlo, non del tutto persuasi che egli abbia perso la sua forza: quasi una scena di teatro buffo. Non diversamente mirata appare nel primo episodio l'evidente citazione, ed anzi la volontaria parodia, di un dipinto celeberrimo ed amatissimo dalla cultura bolognese, ovvero il Sansone vittorioso di Guido Reni, ora in Pinacoteca a Bologna. La scelta di un registro argutamente popolaresco non e' disgiunta da una ricercata eleganza di fattura. Un bellissmo disegno per il dipinto con con Sansone che uccide i Filistei documenta un atteggiamento cosi' attento e colto nei confronti della tradizione. |
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