| RITRATTO DEL VICELEGATO LENZI- Francesco Brini |
| tela; cm 123x93 |
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Il ritratto si propone come importante documento storico, relativo ad un personaggio di rilievo nella vita politica bolognese . Raffigura, secondo quanto informa una scritta in alto a destra, il fiorentino Lorenzo Lenzi, nominato nel 1544 vescovo di Fermo da papa Polo III e nel 1555 vice legato del cardinale Carlo Carafa, al governo di Bologna. Il dipinto rimanda a quel tipo di rirattistica 'ufficiale' che, in questo come in altri ritratti di prelati e pontefici, ha il suo modello obbligato nel Giulio II di Raffaello. Il campanello in argento dorato e le nappe del cappello costituiscono uno sfoggio di illusionismo prezioso e scintillante che trova il suo precedente proprio in quel celeberrimo dipinto. La firma e la data celate fra le venature del legno nello schienale della poltrona, consentono di riferirne con certezza l'esecuzione a Francesco Brini, o del Brina, anche se la ricostruzione della personalita' di questo pittore, dopo la dimenticanza da parte delle fonti, non poteva certo lasciar prevedere un simile exploit di sottigliezza descrittiva e insieme di introspezione psicologica. Di Francesco Brini si conoscevano infatti finora alcuni dipinti sacri di solenne impianto manierista, datati per giunta a partire da anni assai piu' inoltrati del 1556 che si legge su questa inedita tela. |
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